Il TAR Veneto interviene sul tema della classificazione dei rifiuti sottoposti a trattamento di triturazione: urbani o speciali?
Il Tar Veneto, con la sentenza in oggetto, è intervenuto in tema di classificazione dei rifiuti, con particolare riferimento alla corretta qualificazione – come urbano o speciale – che debba attribuirsi al rifiuto urbano ingombrante, proveniente da raccolta differenziata, sottoposto a trattamento di triturazione.
Nella fattispecie, una discarica ha proposto ricorso avverso una nota della Regione, secondo la quale i rifiuti urbani ingombranti esitati da trattamento di triturazione, rimarrebbero rifiuti urbani, non mutando né l’origine, né le caratteristiche del rifiuto all’esito dell’operazione preliminare di triturazione cui sono sottoposti per la migliore allocazione in discarica del rifiuto, non soggetto ad operazioni di successivo recupero.
Diversamente, secondo il ricorrente, tali rifiuti avrebbero dovuto essere considerati rifiuti speciali.
I Giudici, dopo una disamina della normativa di riferimento, hanno rappresentato, in primo luogo, come il fatto che “(…) l’ingombrante di cui si discute si assume provenire dalla raccolta differenziata, così come non influisce a monte sulla natura “urbana” del rifiuto (con codice 20.03.07), non basta di certo, a valle, a qualificarlo come rifiuto speciale”.
Ed invero, il Tribunale ha statuito che: “indipendentemente dalla circostanza che il rifiuto urbano derivi dalla raccolta differenziata, esso può divenire un rifiuto speciale se (e solo se) viene prodotto da un impianto di trattamento (…), e, con particolare riferimento ai rifiuti con codice 19.12.12 conferiti nell’impianto della ricorrente, se tale “trattamento” del rifiuto non pericoloso sia consistito in un processo svolto meccanicamente che abbia modificato le originarie caratteristiche del rifiuto (cfr. l’art. 183, comma 1°, lett. s), del T.U.A., e l’art. 2, comma 1°, lett. h), del D.lgs. n. 36/2003).
La normativa appena citata non pone dunque l’accento sul carattere differenziato della provenienza del rifiuto ma sulla novità del prodotto esitato dalle operazioni di trattamento meccanico, rendendo così necessario accertare l’oggettiva trasformazione del rifiuto a valle.”.
La Redazione
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