Con la sentenza del 29 aprile 2024, il TAR Lazio stabilisce che, l’esperienza pluriennale richiesta ai fini della dispensa dalle verifiche di idoneità per i legali rappresentanti, che sono anche Responsabili tecnici, non deve necessariamente essere stata maturata nel ruolo di RT.

Il Tar Lazio ha quindi deliberato che l’esperienza richiesta ai legali rappresentanti che ricoprono anche la carica di Responsabile Tecnico (RT), per effettuare le verifiche di idoneità non deve necessariamente essere stata maturata nel ruolo di RT, con il conseguente annullamento della relativa previsione contenuta nella Delibera 7/2022 dell’Albo.

La pronuncia è stata resa dal Tar a seguito del ricorso promosso dal Responsabile tecnico e Legale rappresentante di una società – nonché dalla società stessa – avverso il provvedimento – reso dalla competente sezione regionale dell’Albo nazionale gestori ambientali – di diniego della dispensa dalle verifiche quinquennali di idoneità per lo svolgimento del ruolo di RT, prevista dall’art. 13 comma 3 DM n. 120/2014.

Tale diniego, invero, era stato motivato dalla ritenuta carenza, in capo al richiedente, dei requisiti richiesti dalla Delibera del Comitato nazionale Albo gestori ambientali n. 7/2022, per dispensare dalle verifiche quinquennali il legale rappresentante dell’impresa che ricopre anche l’incarico di RT: più nel dettaglio, era stata ritenuta la carenza della maturata esperienza ventennale nel ruolo di RT nei settori di attività cui le domande si riferivano.

Giova premettere che il DM 120/2014, art. 13 comma 3 prevede la dispensa dalle menzionate verifiche per “il legale rappresentante dell’impresa che ricopre anche l’incarico di responsabile tecnico e che abbia maturato esperienza nel settore di attività oggetto dell’iscrizione secondo criteri stabiliti con deliberazione del Comitato nazionale.”.

A tal riguardo, si osserva come la Delibera 6/2017 dell’Albo nazionale gestori ambientali, al suo art. 2 comma 5, inizialmente recitasse: “È dispensato dalle veri fiche il legale rappresentante dell’impresa che abbia ricoperto e ricopra contemporaneamente anche il ruolo di responsabile tecnico e che, al momento della domanda, abbia maturato esperienza nel settore di attività oggetto dell’iscrizione per almeno venti anni (…)”: tale disposizione è stata tuttavia sostituita dall’art. 1 lett. a) della Delibera 7/2022, come segue: “È dispensato dalle verifiche il legale rappresentante dell’impresa che, al momento della domanda ne sia anche responsabile tecnico, e abbia contemporaneamente mantenuto negli ultimi cinque anni entrambi gli incarichi, nonché nei venti anni precedenti abbia continuatamente ricoperto il ruolo di responsabile tecnico nel settore di attività oggetto dell’iscrizione.”

Tale termine ventennale, è stato infine ridotto a sedici anni ad opera dell’art. 1 comma 1 della Delibera n. 4/2023, che ha sostituito, da ultimo, l’art. 2 comma 5 Delibera 6/2017.

Pertanto, il requisito in capo al legale rappresentante ed RT di avere ricoperto, nei venti anni precedenti la domanda di dispensa, il ruolo di RT nel settore di attività oggetto dell’iscrizione è stato introdotto solo ad opera della Delibera 7/2022, in luogo della precedente necessità di avere unicamente maturato, nello stesso periodo, esperienza nel settore di attività oggetto dell’iscrizione (Delibera 6/2017), non essendo, invero, prevista né dal DM 120/2014, né dalla Delibera 6/2017 nella sua prima formulazione.

I ricorrenti, con il gravame in oggetto, hanno lamentato l’illegittimità della sopra menzionata previsione della Delibera n. 7/2022, poiché ritenuta in contrasto con le fonti sovraordinate, “le quali collegano la dispensa al possesso del dato esperienziale e non a quello formale”.

I ricorrenti rappresentano così – tra le altre cose – la contraddittorietà della motivazione del provvedimento di diniego rispetto alla lettera dell’art. 13 comma 3 DM 120/2014, il quale non prevede il requisito di avere rivestito la carica di RT per un ventennio, “dequotando in tal modo la rilevanza del dato esperienziale, che pure l’atto richiama, in favore del solo dato formale”.

Con la sentenza in oggetto, il Tar, dopo avere ripercorso l’iter normativo relativo alla vicenda, ha ritenuto il ricorso fondato, osservando come: “al momento di proposizione della domanda di dispensa dalla verifica (…) con riferimento alle categorie 9 e 10, la delibera, come modificata dalla deliberazione 7/2022, prevedeva che “È dispensato dalle verifiche il legale rappresentante dell’impresa che, al momento della domanda ne sia anche responsabile tecnico, e abbia contemporaneamente mantenuto negli ultimi cinque anni entrambi gli incarichi, nonché nei venti anni precedenti abbia continuatamente ricoperto il ruolo di responsabile tecnico nel settore di attività oggetto dell’iscrizione”.

La disposizione (peraltro mutata in corso di causa consuccessivi delibera del Comitato n. 4 del 26 luglio 2023), benché non menzionata nell’epigrafe del ricorso costituisce inequivocabilmente oggetto dello stesso alla luce della concreta articolazione del primo motivo di doglianza, la cui fondatezza importa l’illegittimità della delibera in parte qua dell’atto di diniego di dispensa con riferimento alle categorie 9 e 10. (…).

La previsione contestata, infatti, come rilevato dai ricorrenti, si pone in contrasto con l’articolo 13 del Dm 120/2014, comma 3, il quale àncora la dispensa dalle verifiche del legale rappresentante dell’impresa che ricopre anche l’incarico di responsabile tecnico al dato sostanziale dell’“aver maturato esperienza nel settore di attività oggetto dell’iscrizione” non menzionando l’ulteriore dato formale introdotto nella delibera del Comitato nazionale (…).

Il ricorso va pertanto accolto (…) e per l’effetto vanno annullati la delibera del Comitato nazionale, con riferimento alla contestata previsione per cui l’esperienza ventennale valutabile ai fini della dispensa (oggi pari a 16 anni) deve essere maturata nel ruolo di responsabile tecnico, e il diniego di dispensa dalle verifiche con riferimento alle categorie 9 e 10, con consequenziale obbligo dell’amministrazione di riesaminare la posizione del ricorrente alla luce del criteri dell’esperienza maturata, come descritta e documentata nel ricorso e negli allegati”.

La Redazione

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