In vigore dal 16 giugno il decreto legislativo n. 213 del 23 dicembre 2022 (Correttivo del Codice Ambientale)

Entrato in vigore il 16 giugno 2023, il decreto legislativo n.213 del 23 dicembre 2022 reca “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 116, di attuazione della direttiva (UE) 2018/851, che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e attuazione della direttiva (UE) 2018/852, che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio”.

Il decreto correttivo si è reso necessario per garantire un coordinamento ed una coerenza normativa in relazione alle modifiche e alle abrogazioni che nel corso degli ultimi due anni hanno interessato il Codice dell’ambiente e per consentire una più chiara definizione dell’ambito applicativo di alcune disposizioni.

Quali sono le novità introdotte dal decreto correttivo? Di seguito le più significative:

  • È stata cancellata la possibilità di istituire regimi EPR “anche su istanza di parte” (Responsabilità estesa del produttore)
  • È stato introdotto il divieto di incenerimento dei rifiuti da raccolta differenziata, ad eccezione di quelli derivanti da successive operazioni di trattamento dei rifiuti raccolti separatamente per i quali l’incenerimento produca il miglior risultato ambientale conformemente all’art. 179
  • È stato precisato che i rifiuti da costruzione e demolizione sono speciali solo se prodotti nell’ambito delle attività di impresa, così da consentire ai cittadini di portare tali rifiuti nei centri di raccolta comunali se prodotti nell’ambito del “fai da te”
  • È stato modificato l’articolo 188 bis relativo al sistema di tracciabilità, con la definizione dei soggetti obbligati
  • È stato modificato l’articolo 190 relativo al registro cronologico di c/s, prevendendo che la tempistica di aggiornamento per i produttori (10 gg lavorativi) è valida sia per i produttori iniziali, sia per i nuovi produttori; inserimento dell’obbligo di annotazione per gli impianti della “quantità trattata”; chiarito che le modalità alternative di tenuta del registro previste per gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile produttori iniziali di rifiuti pericolosi, nonché per i soggetti esercenti attività ricadenti nell’ambito dei codici ATECO 96.02.01, 96.02.02, 96.02.03 e 96.09.02 che producono rifiuti pericolosi, e per i produttori di rifiuti pericolosi non rientranti in organizzazione di ente o impresa, sono valide anche ai fini della comunicazione al catasto di cui all’articolo 189 (MUD)
  • È stato modificato l’articolo 193 chiarendo che durante la raccolta e il trasporto i rifiuti pericolosi devono essere imballati ed etichettati in conformità alle norme vigenti a tutte le norme vigenti in materia, comprese, in particolare, le disposizioni in materia di trasporto di merci pericolose su strada e quelle di pubblica sicurezza
  • È stato chiarito che, in relazione al trasporto intermodale, il termine di 6 giorni scatta dall’inizio dell’attività di deposito e non di trasporto
  • Il termine di conservazione della documentazione relativa alla valutazione tecnica sulla possibilità di riutilizzare il materiale derivante dalla manutenzione delle infrastrutture viene portato a 3 anni in linea con il termine di conservazione dei registri di carico e scarico
  • È stato reintrodotto l’allegato D della Parte introduttiva dell’elenco europeo dei rifiuti prevista dalla decisione 955/2014/Ue.

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