Chiarimenti in merito alle attività di messa in riserva R13 a seguito di lavorazione in R12.

Allegato C, parte IV, D. Lgs. 152/06

La Provincia di Viterbo ha richiesto un’interpretazione della vigente normativa in materia  ambientale in merito alla possibilità di autorizzare un ciclo di lavorazione in base all’attribuzione dei  codici R contenuta nell’Allegato C, parte IV del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 (Operazioni di recupero) e,  in particolare, sulla possibilità di autorizzare un riavvio a messa in riserva (R13), invece che a deposito  temporaneo, di un rifiuto proveniente da un trattamento con cambio codice EER in R12 e, pertanto, il rilascio di un’autorizzazione che consenta il seguente ciclo di lavorazione:

  • presa in carico di rifiuto in ingresso in R13
  • invio del rifiuto a lavorazione R12
  • dalla lavorazione R12 derivazione di un rifiuto con codice EER della tipologia 19
  • ripresa in carico del rifiuto in R13
  • successivamente, a seconda delle esigenze di mercato e sempre nell’ambito delle quantità autorizzate di stoccaggio istantaneo della messa in riserva, invio del suddetto rifiuto a lavorazione R3/R5, a seconda della tipologia di rifiuto, per produrre Materia prima seconda.

Il Ministero in merito all’operazione di recupero R12 ha precisato:

con riferimento al codice R12, di cui all’allegato C alla parte IV del decreto legislativo n. 152 del 2006, definito come “Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11” è opportuno segnalare la presenza di una nota (7), associata a tale definizione, che ne consente l’utilizzo a determinate condizioni, vale a dire “In mancanza di un altro codice R appropriato, può comprendere le operazioni preliminari precedenti al recupero, incluso il pretrattamento come, tra l’altro, la cernita, la frammentazione, la compattazione, la pellettizzazione, l’essiccazione, la triturazione, il condizionamento, il ricondizionamento, la separazione, il raggruppamento prima di una delle operazioni indicate da R1 a R11.”

fermo restando che l’elenco delle operazioni riconducibili alle “operazioni preliminari precedenti al recupero”, di cui alla citata nota (7) alla operazione R12 dell’allegato C, non è tassativo, la possibilità di attribuire il codice R12 ad una operazione di recupero è preliminarmente subordinata alla “mancanza di un altro codice R appropriato”, rappresentando lo stesso un codice residuale e dipende inoltre dalla successiva destinazione dei rifiuti, oggetto di trattamento, a una delle operazioni contraddistinte dai codici da R1 a R11, escludendo di fatto la messa in riserva di rifiuti in R13.

Pertanto il Ministero conclude che saranno le Autorità competenti ad identificare correttamente le operazioni di recupero da autorizzare a seconda delle condizioni specifiche dell’impianto, ponendo altresì attenzione alla corrispondenza tra le tipologie di rifiuti oggetto dell’attività di recupero, ai relativi codici EER e all’attività effettivamente svolta sui rifiuti stessi.

La Redazione

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