Cos’è il MUD e perché è importante compilarlo correttamente?

Il MUD compie 25 anni e non posso fare a meno di notare come e quanto sia cambiato dal momento della sua introduzione ad oggi! Ricordo quando la legge n. 70/94 aveva affidato alle singole Camere di Commercio il compito di acquisire il MUD (come definito in via transitoria e a titolo sperimentale dal DPCM 6 luglio 1995 e successivamente modificato da analoghi provvedimenti del 1996, 1997 e 1998), di trasmetterlo alle amministrazioni di competenza (ordinariamente in via informatica) e di elaborare statisticamente i dati raccolti. Da quel momento in poi, quella che fino ad allora era stata una facilitazione rispetto alla vecchia legge 475/88 che aveva istituito il Catasto dei rifiuti e obbligato i soggetti coinvolti a presentare entro il 28 febbraio di ogni anno un riepilogo dell’anno precedente (si trattava di una denuncia cartacea su fogli a lettura ottica estremamente complessa), cominciava a diventare man mano un’operazione sempre più complicata a causa dell’aumento di dati, moduli e informazioni richiesti.

Ma spieghiamo cos’è il MUD e perché è importante compilarlo correttamente:

La dichiarazione MUD dev’ essere presentata entro il 30 aprile di ogni anno ma contiene i dati relativi all’anno precedente, ricalcando le modalità di presentazione delle dichiarazioni fiscali; nel 2019 quindi vengono dichiarati i dati relativi al 2018 e fin qui niente di strano ma, soprattutto negli ultimi anni, non si capisce bene perché, vengono richiesti dati non previsti dai registri né dalle norme.

Come mai? Proviamo a seguire il percorso che lo ricordiamo, ha avuto inizio nel 1995; il MUD infatti, è stato utilizzato per la prima volta nel 1996, per i dati relativi al 1995, e negli anni successivi le sezioni e le schede che lo costituiscono sono state più volte modificate ed integrate. E ancora, all’inizio veniva utilizzata la codifica prevista dal catalogo italiano rifiuti, ma inseguito al “Decreto Ronchi” hanno fatto la loro comparsa i famosi codici CER.
La presentazione del M.U.D. poteva avvenire mediante spedizione postale a mezzo raccomandata semplice senza avviso di ricevimento indirizzata alla CCIAA di competenza, oppure brevi manu direttamente presso la sede della Camera di Commercio; il MUD poteva essere presentato su supporto cartaceo o su supporto magnetico etichettato ed accompagnato dalla stampa delle sezioni anagrafiche firmate dal dichiarante (SA/1 e SA/2) naturalmente corredato dalle ricevute di versamento dei diritti di segreteria.

Che bei tempi!

Ricordo che ad un certo punto Computer Solutions S.p.A. aveva dato vita ad una serie di convegni presso alcune delle Camere di Commercio italiane per spiegare come era articolato il nuovo “740 Ecologico” lei cui dinamiche erano ancora sconosciute per molti; oggi le chiamiamo Accademy ma la filosofia era la stessa, guidare gli operatori di settore onde evitare loro di commettere errori tramutabili in sanzioni. Bei tempi, anche perché avevo meno di 40 anni, quando per primi abbiamo ideato questo servizio e quando, ancora una volta per primi, abbiamo organizzato una vera e propria campagna informativa sui codici CER ed MPS.
All’epoca, la compilazione delle dichiarazioni era realmente basata sui dati contenuti nei registri e formulari (entrati in vigore nell’aprile 98 con i DM145 e DM148).
Oggi, mi metto le mani nei capelli quando penso alle complicazioni che sono nate e si sono poi moltiplicate nel corso degli anni tanto che il registro ed i formulari non hanno campi sufficienti per poter inserire tutti i dati richiesti per compilare correttamente il MUD: con l’insorgere di infinite filiere e a causa dello spezzettamento dei dati relativi ai rifiuti ricevuti, smaltiti e inviati oggi, la tendenza dei più è quella di sparare numeri a casaccio. Che dire; la mia speranza è che qualcuno alzi la mano e richieda a gran voce il ritorno alla semplicità dei tempi del professor Ronchi, anche perché la burocrazia complessa tipica del panorama italiano, genera processi talmente indistricabili da porgere inevitabilmente il fianco all’errore (che nel mondo dei rifiuti è sempre accompagnato da una sanzione).

Roberto Ribaudo

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