Un recente chiarimento ufficiale da parte del servizio assistenza del R.E.N.T.Ri. ha fugato ogni dubbio: l’asterisco (*) accanto al codice CER dei rifiuti pericolosi non è obbligatorio.
Nonostante la sua presenza nella stampa del FIR generata dai servizi di supporto R.E.N.T.Ri., la normativa vigente non prevede alcun vincolo sulla sua apposizione.
Il dubbio sulla corretta compilazione del FIR
Negli ultimi mesi, molte aziende hanno segnalato difficoltà nell’accettazione dei Formulari Identificativi dei Rifiuti (FIR), in quanto alcuni soggetti respingevano i documenti che non riportavano l’asterisco accanto al codice CER per i rifiuti pericolosi.
Tuttavia, questa interpretazione non trova fondamento normativo. L’asterisco ha una funzione esclusivamente grafica per facilitare l’identificazione dei rifiuti pericolosi, ma non determina in alcun modo la loro classificazione giuridica. Un rifiuto è pericoloso per le sue caratteristiche chimico-fisiche, non per la presenza di un simbolo accanto al codice CER.
Cosa dice la normativa?
L’allegato D al D.Lgs. 152/2006, al punto 3.4, chiarisce che “i rifiuti contrassegnati nell’elenco con un asterisco () sono rifiuti pericolosi ai sensi della direttiva 2008/98/CE”*. Tuttavia, nessuna disposizione normativa nazionale o europea impone l’obbligo di riportare l’asterisco nei documenti ufficiali, incluso il FIR.
Anzi, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 gennaio 2025, nelle istruzioni per la compilazione del Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD), stabilisce esplicitamente che “per i rifiuti pericolosi non deve essere riportato il segno grafico dell’asterisco”.
La conferma ufficiale del RENTRI
Per fare chiarezza sulla questione, Computer Solutions ha presentato un’interrogazione diretta al supporto ufficiale RENTRI. La risposta ricevuta conferma quanto sopra:
“Le istruzioni per la compilazione del registro e del FIR non menzionano in alcun punto l’obbligo di inserire il carattere asterisco per indicare la pericolosità del rifiuto né tale dato è previsto dagli schemi XSD.”
Cosa significa per le aziende?
Le imprese del settore possono dunque procedere con tranquillità: l’assenza dell’asterisco non è una violazione e non può essere motivo di sanzione o di rifiuto del FIR. La pericolosità di un rifiuto è determinata dalla normativa e dalle sue caratteristiche intrinseche, non da un simbolo grafico.
Conclusioni
Con l’entrata in vigore del R.E.N.T.Ri., la gestione documentale dei rifiuti è entrata in una nuova fase di digitalizzazione. Tuttavia, è fondamentale evitare interpretazioni errate delle normative che possano creare inutili difficoltà operative alle aziende.
Computer Solutions, con oltre 36 anni di esperienza nel settore della gestione rifiuti e della compliance normativa, supporta le imprese con soluzioni software avanzate e aggiornamenti puntuali sulle disposizioni legislative.
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La redazione
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