Con il provvedimento n. 16 del 18 aprile 2024, la Corte di Cassazione ha chiarito quando si configura il reato di trasporto illecito di rifiuti.

Dal caso specifico preso in esame è emerso come sia sufficiente anche una sola condotta ai fini della configurazione del reato di trasporto illecito di rifiuti, vedi ex art. 256 comma 1, lett. a) D.lgs 152/2006 che spiega: “Fuori dai casi sanzionati ai sensi dell’articolo 29-quattuordecies, comma 1, chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione di cui agli articoli 208, 209, 210, 211, 212, 214, 215 e 216 è punito: a) con la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro se si tratta di rifiuti non pericolosi; (…)”.

Il Tribunale aveva condannato l’imputato per il suddetto reato con la sentenza verso la quale è stato fatto ricorso. I Giudici hanno respinto il ricorso sostenendo di essere in presenza del reato e della sua natura “istantanea”.

Più nel dettaglio, la Corte di Cassazione, ha evidenziato come “il trasporto di rifiuti con mezzi propri e non autorizzati, integra una condotta riconducibile alla previsione sanzionatoria di cui all’art. 256 comma 1, lett. D.lgs 152/2006, norma che non richiede né la sistematicità del trasporto, né particolari caratteristiche di imprenditorialità della condotta, rilevando unicamente un “minimum” di organizzazione nella realizzazione della condotta”.

Inoltre, i Giudici hanno affermato che, “ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 256 comma 1 lett. a), lett. D.lgs 152/2006, è sufficiente anche una sola condotta, sia pure isolata ed occasionale. Difatti, il reato ha natura istantanea e si perfeziona anche con un singolo trasporto”.

Da ultimo, è stato precisato come il profilo della assoluta occasionalità sia “oggetto precipuo della valutazione di fatto rimessa al Giudice del merito” (e dunque questione non essenzialmente probatoria e, ove congruamente motivata, non è suscettibile di censura in sede di legittimità).

La redazione

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