Il SISTRI sembra aver chiuso i battenti… Cosa aspettarsi adesso?
L’aver creato questo mostro con le gambe d’argilla è stato un errore scaturito dalla scarsa o nulla conoscenza dell’operatività degli addetti ai lavori che ha dato vita, di conseguenza, ad un sistema non adeguato alla realtà gestionale del comparto economico che avrebbe dovuto regolare.
Ma … cosa aspettarsi adesso?
Ma, in caso contrario, ovvero se il DL Semplificazioni venisse ratificato dai 2 rami del Parlamento mantenendo intatto l’articolo 6 del decreto legge 14 dicembre 2018, n. 135 cosa accadrà?
Per prima cosa sarebbe opportuno fornire indicazioni precise sulle modalità di smontaggio e restituzione delle Black Box; in alcuni casi si è verificato il blocco della demolizione di veicoli obsoleti o della vendita degli stessi automezzi con a bordo la Black Box, quando non della restituzione dei dispositivi di firma e quant’altro, visto che attualmente sembra che nessuno sia incaricato di ritirare questi strumenti.
Ma andiamo oltre … cosa ci sarà dopo il SISTRI?
Uno degli aspetti che bisognerebbe affrontare il prima possibile, ad esempio, è quello della realizzazione del processo di dematerializzazione del FIR; che risultato sarebbe quello di avere sì una copia cartacea per il viaggio su carta non vidimata, ma di disporre altresì di un repository ove poggiare i documenti emessi prima della partenza, ovvero veri e propri formulari virtuali a cui tutti gli attori del movimento possano accedere, per eventualmente correggere, integrare e completare, sotto la propria responsabilità, le informazioni in essi contenute, durante tutte le fasi del traporto! basta con i formulari in carta chimica a 4 copie con tutte le problematiche che comporta: problemi di stampa, stampanti vecchie ad aghi di cui non si trovano più i driver, difficoltà nella lettura delle copie sottostanti, etc. Il FIR digitale permetterebbe di semplificare i controlli durante i trasporti, renderebbe i dati originari facilmente rintracciabili e non modificabili, genererebbe il work flow del documento scandito da firme elettroniche a riprova dei passaggi di mano del materiale fino alla destinazione finale.
Senza parlare del fatto che avere la possibilità di accedere alle informazioni sulle movimentazioni dei rifiuti consentirebbe di regolarne al meglio la gestione, ad esempio utilizzando impianti il più vicino possibile evitando così lunghi ed inquinanti percorsi stradali; quanto questo faciliterebbe la vita alle imprese oneste che operano in questo settore invece di farle sentire costantemente inquisite?
Il secondo passo sarebbe una conseguenza naturale: dematerializzare i Registri di carico e scarico; così facendo, per avere il polso della situazione, in tempi accettabili (10-20 giorni), dell’intera gestione di rifiuti in Italia, basterebbe l’invio regolare attraverso un tracciato XML, dando così il tempo alle aziende per verificare la correttezza dei dati inseriti. Questi pochi passi permetterebbero di razionalizzare, semplificare e controllare la movimentazione dei rifiuti senza stravolgere le normali attività degli operatori che potrebbero collaborare tra loro per evitare errori formali e non. Ma per giungere a questo risultato è essenziale che tutti collaborino attivamente alla costruzione del “SISTRI 2.0” evitando che venga nuovamente imposto un sistema inapplicabile, che comporti ulteriori e gravosi investimenti per le aziende, un sistema realizzato da burocrati che, ignorando le esigenze degli utilizzatori, si limitino ad applicare la norma.
E allora sì che potremmo dire … Benvenuta digitalizzazione!
Roberto Ribaudo
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