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News Normativa del 14/9/2017

acque di lavaggio cassonetti: risposta mattm ad un quesito

In risposta ad un quesito postogli, il Ministero dell’Ambiente, da una Ditta che, nello svolgimento di un servizio pubblico di igiene urbana, produce il classico rifiuto CER 161002, acque di lavaggio cassonetti. Il quesito posto riguardava la possibilità di effettuare il deposito temporaneo di dette acque presso le proprie sedi operative.

Il Riscontro dato dal Ministero dell’Ambiente equipara questo servizio di pulizia periodica ad “un’attività manutentiva eseguita sulla rete pubblica di cassonetti distribuita sul territorio comunale” e quindi, il caso, “può essere ricondotto alla lettura dell’articolo 230 del d.lgs 152/06” in particolare al comma 1.

Quindi su queste basi, ovvero che il luogo di produzione del rifiuto può essere la sede locale della società che svolge il servizio, ove viene inteso che venga depositato il rifiuto acque di lavaggio cassonetti, “appare configurabile quanto disposto dall’articolo 183,comma 1, lettera bb) del d.lgs 152/06” e quindi rispondente ai vincoli del deposito temporaneo con l’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico presso la sede locale e la cosa interessante è il fatto che sottolinea la necessità dell’autorizzazione al trasporto e, di conseguenza, del formulario per i rifiuti di manutenzione.

In ogni caso il Ministero dell’Ambiente chiarisce, nella nota, che “in difetto anche di uno solo dei requisiti normativi, il deposito non può ritenersi temporaneo” ricadendo quindi nel regime autorizzativo previsti per le attività di deposito preliminare o di messa in riserva.

 

R.Ribaudo

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